SGA su frequenze tv e legge regionale editoria

Stanno maturando in queste ore le decisioni circa le frequenze televisive che l’Italia dovrà cedere ai Paesi transfrontalieri. Una procedura di infrazione aperta dall’Europa da molti anni e che oggi compie i suoi passaggi definitivi. Porterà molti cambiamenti anche in Abruzzo con decisioni che investiranno le emittenti televisive locali, l’imprenditoria e i giornalisti. La problematica fu posta sul tappeto nella riunione sugli Stati Generali dell’Informazione promossa, su sollecitazione del Sindacato dei giornalisti e dell’Ordine Abruzzese, dalla Presidenza del Consiglio regionale esattamente un anno fa.

Non solo di questo si parlò in quella occasione ma anche di come sostenere il sistema locale dell’informazione alle prese con innovazioni tecnologiche, riduzione e chiusure di redazione di storiche testate nazionali, vertenze e crisi occupazionali: trasformazioni che necessitano, al pari di altri settori d’impresa, del sostegno pubblico per rimanere sul mercato.

Da allora altre tre Regioni, e siamo arrivati a sette, hanno votato all’unanimità una legge a sostegno dell’editoria locale: l’ultima in ordine di tempo il Molise che, dopo aver approvato la legge, in questa settimane sta lavorando al regolamento attuativo.

Dell’impegno assunto in quella occasione dal presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, non abbiamo avuto più notizia. Non siamo andati alla Regione con il cappello in mano, abbiamo avanzato delle proposte e un’agenda di lavoro. Basta con soldi dell’informazione e della comunicazione pubblica gestiti unicamente dalle agenzie di pubblicità; individuazione nel sistema dell’informazione di un settore strategico per la crescita sociale, culturale ed economica della comunità regionale e che, quindi, come tale, va previsto fra quelli destinatari della programmazione economica regionale per il quadrienno 2014/2020; interventi mirati, in conto capitale e in conto interesse, e incentivi occupazionali a sostegno delle imprese editoriali per aiutarle a fronteggiare una crisi senza precedenti; un decisivo sostegno al sistema della comunicazione pubblica e istituzionale che, coerentemente con la riorganizzazione del sistema degli enti locali, potrebbe passare attraverso l’incentivazione di convenzioni fra Comuni per l’istituzione di uffici stampa.

Né più e né meno che quello che viene previsto per altri settori d’impresa, tenuto conto delle nostre specificità.

Ma di quella legge regionale abruzzese più volte evocata e a parole sostenuta da tutti non ne abbiamo saputo più nulla. Al presidente Di Pangrazio chiediamo di onorare l’impegno aprendo subito quel tavolo di lavoro che era stato promesso non al Sindacato ma a tutti i giornalisti abruzzesi.

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