Gionalisti volontari e gratis? No Grazie

Giornalismo come volontariato? Dal dramma dell’occupazione alle comiche finali….ma non c’è davvero nulla da ridere. E’ serio, ma soprattutto è sconcertante e inquietante nella forma e nei contenuti l'”Invito a collaborare con il Corriere Nazionale. Ricerca personale”. La professione giornalistica svilita a prestazione d’opera, di cultura, di impegno, di tempo, ma rigorosamente a costo zero. Nell’avviso si parla di “onestà di pensiero, rispetto della dignità, riservatezza, responsabilità nel lavoro”, ma tutto va fornito gratis, perché Il Corriere Nazionale “opera per l’amore e per la gloria, quindi almeno per il momento non possiamo offrirti un lavoro retribuito e/o un compenso per i tuoi lavori. Tutte le collaborazioni sono volontarie”. Come non bastasse, la gratuità richiede però un ferreo impegno:  “non risparmiarsi mai; offrirsi al capocronista con semplicità e spontaneità; acquisire una specializzazione; essere sempre aggiornati;suggerire servizi di contorno; essere presenti e disponibili nelle emergenze; pensare al giornale sempre e prima di tutto, alla sua completezza e al servizio reso al lettore, sacrificando il proprio orgoglio e le proprie ambizioni”.
Non è uno scherzo, purtroppo.
Il Sga respinge al mittente questo specchietto per le allodole, che paventa il miraggio di esercitare una professione  che, appunto come tale, non può essere all’insegna del volontariato per confezionare un  prodotto che non è certo una onlus. Il lavoro giornalistico, di apprendistato o di qualità, e quindi secondo gradazione, va retribuito. E’ un cardine di civiltà che non può essere eluso da editori spregiudicati che contribuiscono ad alimentare la fabbrica delle illusioni.
Il sindacato tutto si faccia parte diligente nel respingere simili sirene che seducono i giovani e poii li abbandonano in mezzo al guado.

Giornalisti volontari e gratis? No, grazie: nessuna società civile se li può permettere.

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