SGA AL FESTIVAL DI TAGLIACOZZO, CERASI: “IL SINDACATO HA FORZA SE LA BASE E’ FORTE” /FOTOGALLERY

Ezio Cerasi

Ezio Cerasi

#Prigionierimai, ci vogliono precari perché non ci vogliono liberi è lo spazio di dibattito con cui il Sindacato dei giornalisti abruzzesi ha partecipato al Festival della Comunicazione “Controsenso” di Tagliacozzo, ospitando il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso, il presidente dlla Commissione Lavoro autonomo della stessa Federazione, Mattia Motta e il segretario del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania Claudio Silvestri.Il segretario del sindacato dei giornalisti ha sottolineato che «è stato messo a punto in maniera affrettata e approssimativa, e con evidenti finalità mediatiche, un sedicente decreto dignità che non affronta affatto il problema del contrasto al precariato e al lavoro irregolare nel settore giornalistico. Infine, non ultimo, il governo si prepara ad una nuova stagione di occupazione politica della Rai, attraverso una legge approvata dal governo Renzi, che l’allora opposizione rappresentava come il male assoluto. Il sindacato dei giornalisti contrastò quella legge e continua a contrastarla, prendendo atto che chi dall’opposizione ne chiedeva l’abolizione, oggi si prepara ad applicarla».

E il presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo, Mattia Motta, ha aggiunto: «Oggi il contratto di cococo rappresenta troppo spesso uno strumento di sfruttamento legalizzato. E a farne le spese sono la qualità dell’informazione e la qualità della democrazia. C’è un mercato dopato, dove troppi iscritti all’Ordine non hanno una posizione Inpgi: significa che non lavorano o che non denunciano quel che guadagnano. È allora necessario estendere a chi lavora tutele, garanzie, servizi e rappresentanza sindacale, per coinvolgere e includere questi colleghi. Nessuno si salva da solo».

Di precariato, oltre che di querele temerarie e di minacce ai cronisti, ha parlato anche il segretario del Sindacato unitario giornalisti Campania, Claudio Silvestri. «L’ottanta per cento degli iscritti alla Gestione separata Inpgi guadagna meno di 5mila euro l’anno. Molti colleghi – ha rilevato – non sanno nemmeno cos’è l’istituto di previdenza. In Campania ci sono 12mila iscritti, milleseicento professionisti, ma in tutto solo il trenta per cento è iscritto all’Inpgi. La fabbrica dei pubblicisti ha procurato danni, non ha creato giornalisti, ma aspiranti. Tutto a danno di chi questa professione la fa, pur in un mercato devastato dalla rivoluzione digitale. Siamo tutti diventati volontari, lavoriamo gratis per colossi come Google e Facebook».

Il sindacato resta dunque la “vela” utile a ricondurre in porto una nave, come quella del lavoro giornalistica, da tempo spinta alla deriva dalla crisi, come sottolinea il segretario di Sga Ezio Cerasi: “Un precariato così diffuso e maggioritario – ha aggiunto – ha oggi bisogno di trovare più soluzioni e che siano soluzioni complesse. Alla base di tutto, però, ci deve essere il concetto di comunità, un concetto che possiamo pensare attraverso la figura del sindacato».

Al centro dell’incontro di Tagliacozzo anche il tema del precariato. «Non si può fare informazione se non si è pagati. L’informazione gratuita non è informazione. Allo stesso modo, deve essere chiaro a tutti che i diritti non possono essere diversi, altrimenti il sistema va in crisi e collassa. Il concetto di comunità può darci forza per affrontare temi e problemi, un sindacato ha forza se la base è forte, ha forza se è inclusico e condiviso, se i colleghi danno il loro contributo. Ed è questa unità che stiamo cercando di realizzare in Abruzzo».

 

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