EMITTENZA PRIVATA: ABRUZZO A PLURALISMO ZERO, APPELLO A DI MAIO SULLA RIPARTIZIONE DEI CONTRIBUTI

La scure del Mise sulle emittenti locali abruzzesi

La scure del Mise sulle emittenti locali abruzzesi

Troppo peso all’Auditel, zero tutela degli operatori dell’informazione che rispettano le regole: il Dpr 146/2017 sull’Editoria penalizza fortemente il settore televisivo locale, in particolar modo quello abruzzese.

Sono numerosi gli editori che stanno preparando i ricorsi contro la graduatoria per i finanziamenti pubblicata dal Mise il 12 luglio scorso e relativa al bando emanato a dicembre 2017.

Errati i criteri di valutazione, che violano i principi fondanti per i quali è stato costituito il Fondo dell’Editoria: “promozione del pluralismo dell’informazione” e “sostegno dell’occupazione nel settore”.

La prima aberrazione del Dpr: lo sbarramento a 100 Tv per accedere al 95 per cento dei fondi a disposizione (al bando abbiamo risposto in 166).

La seconda aberrazione: il giornalista che lavora nelle Tv oltre le prime 100 in graduatoria vale per il regolamento del DPR 90 Euro, mentre il giornalista che lavora nelle Tv delle prime 100 in graduatoria vale 406 Euro. Eppure siamo iscritti tutti allo stesso ordine dei giornalisti: non abbiamo forse pari dignità?

La terza aberrazione: per ottenere dal 17 al 30 per cento del punteggio nel bando pubblico, ogni Tv locale deve essere iscritta e quindi pagare annualmente migliaia di euro ad un privato, la S.r.l. Auditel, società di capitali di proprietà Mediaset, Agenzie di pubblicità e Rai. Quindi nel Fondo istituito a “sostegno dell’occupazione nel settore” dell’editoria un giornalista vale meno dell’Auditel.

La quarta aberrazione: la legge 488/1998 destinava contributi alle emittenti locali su base regionale attraverso i Co.Re.Com. Con il Dpr, invece, il Mise ha stabilito dei nuovi criteri su base nazionale, che determinano uno squilibrio tra le regioni con maggiore bacino di utenza e quelle più piccole: ad esempio, l’Abruzzo conta 1,3 milioni di abitanti, la Puglia oltre 4 milioni, Lazio quasi 6 milioni e la Lombardia 10 milioni circa. Guarda caso le prime Tv in graduatoria appartengono proprio a queste regioni.

Ad oggi, in Abruzzo si salverebbe solo una emittente locale: che fine farà il pluralismo dell’informazione sbandierato sin dall’introduzione del digitale terrestre nel 2008 e poi con il Dpr 146?

Il Sindacato dei Giornalisti Abruzzesi appoggia dunque la richiesta che gli editori fanno al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, in occasione della sua visita a Pescara, affinché il governo rettifichi il Dpr 146/2017 e ripristini l’equità della 488/1998. Questo in attesa di un incontro che gli stessi editori chiedono per illustrare le loro proposte.

Segreteria Sga

 

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