MINACCE SUL BLOG DEI 5 STELLE, LA FNSI: “NON SARANNO LE RITORSIONI A FERMARE LA LIBERTA’ DI STAMPA”

“A cosa serve l’ordine dei giornalisti se non sanziona la diffusione delle notizie false e i comportamenti antietici di giornalisti mossi solo da interessi di partito e non dal desiderio di informare i cittadini? A niente. Quindi aboliamolo. Il provvedimento è già sul tavolo del governo”. Così il M5s sul blog delle Stelle dove condanna l’apertura dell’istruttoria su Rocco Casalino: “Non una parola invece sui giornalisti che hanno diffuso il suo audio privato andando contro la deontologia professionale”.

Ferma, ancora una volta la risposta della Federazione nazionale della stampa italiana, attraverso i segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti: «Stiano tranquilli, i neoprofeti del pensiero unico a 5 Stelle.  – scrivono in una nota – Non saranno i provvedimenti di natura ritorsiva annunciati contro un’intera categoria di professionisti e neppure le liste di proscrizione ai danni di colleghi che vogliono continuare a fare il loro lavoro a cancellare la libertà di stampa in Italia».

«Gli attivisti del Movimento – proseguono – devono farsene una ragione: non sono loro a stabilire che cosa è vero e che cosa è falso, in base alle loro convenienze. I giornalisti devono pubblicare tutte le notizie, soprattutto quelle sgradite a chi governa, chiunque sia, perché in democrazia la funzione della stampa è quella di denunciare gli abusi di potere. Nessun dubbio che quello di Rocco Casalino sia stato un abuso di potere che era giusto denunciare perché Casalino non è un passante, ma il portavoce del premier. Altro che ridicole lezioni di deontologia e richiami impropri alla Costituzione da parte di chi, anche per poco edificanti vicende personali, dovrebbe soltanto tacere».

«Quanto all’Ordine dei giornalisti – concludono i vertici della Fnsi – una sola domanda: se non serve a niente perché Luigi Di Maio continua a esservi iscritto? Per avere un tesserino da esibire? Piuttosto, spiace dover constare che i propositi di regolare i conflitti di interessi, impedire l’occupazione della Rai e contrastare le ‘querele bavaglio’ e il lavoro precario siano stati rinviati a data da destinarsi».

 

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