APPROVATO L’EMENDAMENTO SALVA INPGI: UN ANNO DI TEMPO PER CAMBIARE

L’Inpgi ha 12 mesi di tempo per valutare, nell’ambito della propria autonomia, nuove misure di contenimento della spesa e di incremento delle entrate senza rischiare la procedura di commissariamento prevista dal decreto 509.

“Si tratta di un provvedimento molto importante – ha detto la presidente Marina Macelloni – che esclude per un periodo di tempo sufficiente l’ipotesi di commissariamento, primo passo per liquidare la gestione, la storia e l’autonomia dell’Ente e di tutti i suoi iscritti. Altrettanto importante – aggiunge la presidente – é che la norma votata oggi dalle commissioni Finanza e Bilancio della Camera preveda esplicitamente alla fine del percorso la strada dell’ampliamento della platea che, come abbiamo dimostrato in tutte le sedi, è l’unica in grado di garantire una sostenibilità concreta e duratura all’Istituto e di dare una risposta anche previdenziale alle profonde trasformazioni attraversate dalla nostra professione”.

L’emendamento votato oggi riconosce e dà legittimità al lavoro svolto in questi mesi dal Consiglio di amministrazione, dal Collegio sindacale e dalla Direzione generale dell’Istituto in collaborazione stretta con i Ministeri vigilanti e in particolare con il Sottosegretario Claudio Durigon.

“Il via libera alla norma per la salvaguardia dell’autonomia dell’Inpgi, approvata dalla commissione Bilancio della Camera, pone le basi per avviare un percorso di necessario risanamento e di inevitabile allargamento della platea degli iscritti”, afferma inoltre il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.

“Un lavoro portato avanti dal consiglio di amministrazione dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani nonostante manovre di disturbo messe in atto da una parte largamente minoritaria della categoria – prosegue –  animata da interessi di bottega, rancori personali e desideri di rivalsa. La sospensione della procedura di commissariamento segna l’ulteriore sconfitta di quanti, anche nel governo e nel parlamento, hanno messo da tempo nel mirino il mondo dell’informazione e i giornalisti, dichiarando guerra, con provvedimenti mirati, al pluralismo, alle testate espressioni delle minoranze e che danno voce alle differenze, alla dignità del lavoro, e più in generale a qualsiasi forma di pensiero libero e critico.

“Adesso sarà necessario – conclude Lorusso – lavorare per rafforzare l’Istituto con provvedimenti che, oltre ad allargare la platea, consentano di contrastare la dilagante precarietà lavorativa e ridiano forza e centralità al lavoro regolare

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